Cos'è Private Flat

Private Flat è una tre giorni di arte contemporanea che si svolge a Firenze ogni anno. La manifestazione coinvolge curatori, artisti e cittadini che offrono la loro casa e i propri spazi di lavoro per ospitare le diverse esposizioni. Da qui ha origine il titolo. Ogni progetto espositivo si situa in una parte diversa della città, andando a creare una vera e propria rete di case aperte al pubblico dell'arte contemporanea.

Corridoio dell'ex carcere delle murate di firenzePrima di tutto un ringraziamento a barcamp e a tutta l'organizzazione per questa possibilità che sentiamo importante. Questo evento con la sua logica partecipativa e l'invito da parte dell'amministrazione a presentare le proprie idee fa sicuramente parte di una strategia intelligente, purché dia veramente luogo ad una forma di dialogo e non ad una serie di “monologhi coordinati”.

Detto questo è stato per Private Flat un privilegio poter presentare la propria iniziativa in un incontro che veniva sottotitolato “Nuovi spazi urbani” (per la cultura contemporanea a Firenze, va aggiunto). Questo è il nodo gordiano con cui le persone che hanno partecipato a questa edizione di barcamp e di tutti coloro che hanno cercato nella – ma sarebbe meglio dire dalla – città spazi disponibili a diventare laboratorio e palcoscenico della contemporaneità nelle sue molteplici forme. A Firenze, però, non esiste tanto il problema della creazione di nuovi spazi urbani quanto lo scontro con i sacri, ingombranti e inespugnabili vecchi spazi urbani.

Noi di Private Flat abbiamo cercato di risolvere questa decennale problematica organizzando una manifestazione che coinvolgesse non tanto gli spazi della città classicamente destinati alla fruizione pubblica come le piazze o gli edifici storici, ma le case dei singoli cittadini, gli appartamenti e gli spazi che quotidianamente sono adibiti a luoghi di lavoro. Abbiamo fatto un po' come Alessandro Magno, che invece di lambiccarsi per sciogliere il nodo – il problema – lo tagliò di netto con la propria spada, e cioè lo evitò.

Con i cittadini, dunque, abbiamo organizzato tre giorni dedicata all'arte contemporanea (esposizioni ma anche eventi performativi) che nell'ultima edizione ha coinvolto quindici spazi privati. Spazi concessi gratuitamente da proprietari che sono stati felici di aprire al pubblico le porte di casa propria per una manifestazione che fa della dinamica partecipativa non solo un distintivo da mettere al petto, ma un elemento fondante. Come abbiamo avuto modo di dire alle persone presenti a barcamp, senza la partecipazione dei cittadini che mettono a disposizione la propria casa private flat non si può fare!

Questo perché fin dalla sua genesi Private Flat ha voluto cogliere e ottimizzare più energie possibili da parte della cittadinanza. Da un lato si è fatta piattaforma per l'espressione della cultura contemporanea attraverso il lavoro dei singoli artisti esposti, performer, i curatori dei progetti legati singoli spazi; tra tutti, nell'ultima edizione appena trascorsa, abbiamo raggiunto quota 110. Dall'altra abbiamo coinvolto persone, i proprietari degli appartamenti ricontestualizzati a spazi espositivi, che hanno Lo spazio delle Murate foto di Claudio Ripolia che vedere in maniera relativa con le logiche della produzione e della promozione culturale. Assieme a loro e ai curatori, l'organizzazione ha creato un triangolo di relazione e per certi aspetti di sperimentazione sociale, abbandonando l'idea che per realizzare qualcosa di culturale – e con numeri considerevoli – si debba per forza ricorrere all'onnipresente assistenzialismo pubblico.

Ciò non significa che ci sentiamo arrivati, anzi. Private Flat dovrà crescere sia per quel che riguarda la compenetrazione nel tessuto sociale della città che per quanto riguarda il livello dei contenuti proposti. Come? Naturalmente con il vostro aiuto. Tra poco uscirà il bando per partecipare alla selezione dei progetti per PF#6 – BRUCIA BABILONIA che si terrà il prossimo Ottobre; sarà possibile partecipare sia presentando un progetto espositivo/performativo in linea con il tema proposto che come proprietario che voglia mettere a disposizione il proprio spazio come un momentaneo mecenate. Oppure si può fare entrambe le cose.

Da una città come questa, che ha sempre considerato le sue ricchezze come un freno agli approcci della contemporaneità, cerchiamo di estrapolare i caratteri più dinamici, anche sul fronte della promozione artistica recente. Dopo che cultura e bellezza hanno riempito chiese, piazze e palazzi storici per più di cinquecento anni, adesso possono anche entrare in un salotto IKEA. Magari in maniera meno magniloquente, ma sicuramente un pochino più democratica.

[Tratto da qui: http://www.lemurate.comune.fi.it/lemurate/private-flat/] - foto di Claudio Ripoli - www.salottolive.it