via Mazzetta 8
a cura di Chiara Ruberti
Il leone: «Che cos'è che di un misero fa un re? Il coraggio! Quale portento fa una bandiera sventolare al vento? Il coraggio! Chi rende ardita l'umile mosca nella foschia fosca nella notte losca... e fa sì che un moscerino la paura mai conosca? Il coraggio! Perché l'esploratore non teme l'avventura? Perché ha coraggio! Perché quando è in pericolo non prova mai paura? Perché ha coraggio! Perché Riccardo Cuor di Leone metteva i suoi nemici in apprensione? Che cosa aveva lui che io non ho?»
Dorothy, Spaventapasseri e Uomo di latta: «Il coraggio!»
Nel meraviglioso mondo immaginato da Frank Baum persino il leone manca del coraggio e intraprende il viaggio verso la Città di Smeraldo per chiederne dono al Mago di Oz. Oggi tutti ne discutono e molti lo invocano, ma ognuno di noi vive il “suo” coraggio quotidianamente, nel proprio percorso esperienziale.
Il coraggio è la molla indiscutibile del nostro agire nella società, è anche alla base di ogni processo creativo nel momento in cui fare arte significa fare mondi, esprimere e condividere la propria visione del mondo. Indagarne le declinazioni non è tuttavia banale, soprattutto quando la riflessione assume la forma di un’analisi interiore.
Lo sguardo e il pensiero dei due giovani artisti qui presentati si compongono dunque in un caleidoscopio emozionale che cattura il visitatore coinvolgendone i sensi in un percorso dove i mondi interiori dei due artisti scorrono paralleli, prendendo forma attraverso il linguaggio fotografico e quello poetico.
La veste che indossa il coraggio nel lavoro fotografico di Paola Spencer è quella della consapevolezza, di essere donna e di muoversi con coraggio in una società che troppo spesso la vuole diversa da quello che è, che troppo spesso le chiede di adeguarsi a modelli morali ed estetici che non le appartengono. Lontani da qualsiasi intento didascalico, leggeri e impalpabili, gli scatti della giovane fotografa pisano lasciano all’osservatore distratto il fascino della bellezza e sussurrano all’osservatore attento una riflessione. “La Bellezza è nell’Aria”, nell’espressione della verità e le possibilità sono molteplici: viversi e accettarsi, mostrarsi e offrirsi, oppure negarsi e ritrarsi, nascondersi.
Alessandro De Francesco affida invece la riflessione ad un testo poetico, realizzando un “reading environment” nel quale la voce leggente invade lo spazio ridefinendo ogni suono del paesaggio sonoro dell’appartamento. “Cercavo fantasie e trovavo solo sassi…” rappresenta un messaggio di coraggio, un'impresa. All'entrata il suono è franto, non comprensibile; proseguendo diventa fluido, oscuro, a rappresentare il necessario momento di profondità introspettiva per capire la strategia da affrontare; infine la comprensione si rivela, il messaggio è percepito, interiorizzato. Il coraggio diventa così una scelta di manifestazione del linguaggio, del senso attraverso lo spazio, un percorso di formazione dell’artista – e del visitatore – attraverso la propria voce interiore.
Chiara Ruberti
Fotografie di Riccardo Piagentini





