via Tripoli 33 (bis)
a cura di Lucia Guarino


“Attraverso i gesti quotidiani che per noi non hanno più significato, ci salviamo dall’angoscia e dalla solitudine.”  (G.Strehler)

L'appartamento diviene il luogo dell'interazione tra corpo-spazio-suono creando astratte suggestioni proprie della vita di ogni giorno. Un lavoro sul rapporto tra spazio intimo e spazio pubblico, sulla scelta coraggiosa di mostrarsi semplicemente nella sincerità del quotidiano.
L’azione si concretizza nel gesto a volte malinconico, a volte ansioso, a volte frenetico, a volte abbandonato al ricordo.
Il coraggio è nella consapevolezza del movimento che si rivela nella danza tenuta in vita dal suono, pulsazione vitale.
La performance si sviluppa in ambienti chiusi che diventano anche luogo della musica fatta di suoni reali e di rumori quotidiani che si mescolano con melodie lontane. Le  stanze  svelano le immagini che teniamo protette nel privato, luogo dove nasce il valore della scelta.
A dar vita al progetto sono quattro danzatrici e due musicisti  che improvviseranno con strumenti autocostruiti, readymade e field recordings.

 

Fotografie di Manuspi