Borgo Pinti 20
a cura di Carlotta Castellani + Francesca Guarducci + Beatrice Giachi


A differenza di quanto possa accadere in altre situazioni espositive, il nostro progetto di curatela si rapporta direttamente con un appartamento dalle accentuate caratteristiche architettoniche: un ambiente imprevedibile che ha attratto subito la nostra attenzione per la sua strana articolazione di spazi. Ed è proprio sul percorso che abbiamo deciso di lavorare, considerandolo come una guida verso la nostra idea di coraggio: un complesso groviglio di relazioni che corre su un doppio binario, tra intimità e convenzionalità.

Considerando la difficoltà di restituire un argomento così affascinante ed attuale, ma allo stesso tempo abusato e ridotto ad una parola vuota, abbiamo proposto ai due artisti di articolare un percorso che riuscisse non tanto a risolvere in modo didascalico l’idea di coraggio, quanto piuttosto a sviluppare una serie di interrogativi che spesso stanno dietro a questo tema.
Si tratta quindi di un viaggio che inizia da un corridoio lungo e stretto, in cui si offre un primo stimolo per riflettere sul coraggio, e che termina in un ambiente aperto e arioso in cui lo spettatore può forse aver raggiunto una propria visione.

Il primo artista che si incontra, Francesco Muzzi, sceglie di lavorare sul significato di questo termine in rapporto a quanto spesso indotto dai media. In contrapposizione alla nostra abitudine di percepire passivamente ogni forma di messaggio mediatico, la sua installazione ci induce a trovare nuove associazioni tra parole e immagini molto note, portandoci a riflettere sulla natura imprecisabile dell’idea di coraggio, che risiede esclusivamente negli “occhi di chi guarda”.

Un primo stadio preparatorio per continuare il percorso espositivo avviando alla seconda riflessione che invita lo spettatore a prendere coscienza del suo particolare modo di vivere quotidianamente il coraggio. L’artista, Massimiliano Pruneti, presenta una complessa installazione fortemente immersiva che si sviluppa in tre momenti distinti, dei quali, quello finale consentirà allo spettatore di partecipare attivamente dando la propria interpretazione del viaggio proposto.

 

Fotografie di Manuspi