via del Castellaccio 3
a cura di Gruppo del Castellaccio



Nel corso dei secoli, il concetto di “domus” ha subìto molteplici cambiamenti. Se in passato essa costituiva un punto di incontro e aggregazione per la comunità, a partire dal XX secolo, fatta eccezione per casi straordinari, questa ha assunto, sempre più, il carattere di luogo chiuso, privato e impenetrabile, parallelamente al mutare dell’atteggiamento dell’uomo nei confronti della società.

L’apertura delle porte di casa, che sono poi il luogo fisico del nostro essere privato, simboleggia il coraggio di aprire il proprio universo di pensieri, idee, emozioni e sentimenti agli altri, uscire quindi allo scoperto, entrando in comunicazione col mondo attraverso una presa di coscienza della condizione esistenziale dell'individuo nella società oltre che dell'operare artistico in sè.

L’appartamento di via del Castellaccio, solitamente abitato da studenti, si apre ai linguaggi dell’arte contemporanea ospitando 12 giovani artisti che interagiscono con gli spazi del quotidiano attraverso pittura, fotografia, installazione e video, in alcuni casi variando rispetto ai mezzi espressivi da loro abitualmente utilizzati.

Le opere presentate propongono una riflessione sul coraggio, che si articola secondo una duplice interpretazione, l’una intimista-esistenziale e l’altra rivolta a problematiche di ordine politico, storico e sociale; si instaura, in questo modo, una dialettica tra singolo e collettività, tra privato e pubblico.

Le due riflessioni, complementari fra loro, si manifestano entrambe nell’azione, nell’agire attraverso gesti minimi del quotidiano o reazioni incisive nei confronti della contemporaneità, atteggiamenti che implicano un’apertura dell’interiorità all’interazione con l’altro.

Le diverse letture coesisteranno in modo dialogico nello spazio: mentre Francesco Biccheri, Marie De Grossouvre, Giovanna Mignini, Giorgia Moretti, Massimo Quadrelli, Claudia Venuto elaboreranno una riflessione di tipo personale, le opere di Francesco Guarino, Zambagh lofti, Valentino Preiato, Julien Spianti, Vinicio Venturi e del Gruppo 11 Spine riguarderanno per lo più tematiche storico-politiche, quali la situazione iraniana, la mafia e le sperequazioni sociali.

Gli artisti hanno pertanto avviato un’analisi della condizione attuale segnata dall’isolamento di massa, proponendo un’alternativa che non è una fuga ma una totale immersione nella situazione oggettiva impostaci, indirizzandosi verso un’apertura all’altro-da-sé e alla ricerca di una soluzione dialettica che implica necessariamente condivisione, confronto e quindi azione.


Gruppo del Castellaccio
Irene Balzani, Valentina Filice, Giusi Fusco, Irene Innocente, Francesca Napoli, Daniela Quadrelli

 

Fotografie di Riccardo Piagentini